Iniziamo dalle basi
La robotica è una scienza interdisciplinare che si occupa della progettazione e dello sviluppo di robot.
Nata come branca dell’ingegneria meccatronica, è una disciplina in cui informatica e psicologia, linguistica e automazione, meccanica e biologia vanno a braccetto.
La robotica umanoide è un campo di ricerca della robotica, il cui obiettivo è realizzare robot dalle sembianze umane, dotati di intelligenza artificiale e in grado di agire autonomamente.
In questo settore la nazione guida è il Giappone, dove da circa 15 anni si lavora al robot umanoide più avanzato al mondo.
Questo robot si chiama Asimo ed è stato realizzato dalla Honda: sensori, servomotori e videocamere gli consentono di replicare i nostri movimenti e di rispondere ai comandi vocali.
E’ stato progettato per essere utilizzato prevalentemente in ambito domestico, ma ne esistono anche altri con finalità educative come o con compiti di ricerca e salvataggio.
In Italia invece si chiama R1 ed è progettato dall’Istituto Italiano della Tecnologia, che da anni sta perfezionando anche iCub, il robot bambino; un umanoide molto sofisticato a quanto dicono.
Proprio recentemente, il tg1 ha proposto un servizio in tal senso.
Possiamo affermare dunque che:
La robotica in sè è una disciplina molto affascinante…
se non fosse che nel 2004, la Microsoft di Bill Gates brevetta il corpo umano registrandolo come “apparato per trasmettere corrente elettrica e dati”.

Come si apprende anche da questo articolo di “La Repubblica”.
Microsoft brevetta il corpo umano – Quando i nostri corpi saranno diventati computer, quando la nostra pelle avrà sostituito fili elettrici, onde radio e raggi infrarossi, quando insomma distinguere uomo e macchina sarà un inutile sofisma, Bill Gates potrà davvero dirsi padrone di un pezzo delle nostre vite. La sua Microsoft ha infatti brevettato nientemeno che il corpo umano. Registrandolo come “apparato per trasmettere corrente elettrica e dati”, come se fosse semplicemente un nuovo tipo di microprocessore.
E ancora
Non è un colpo di teatro, l’ultima mossa dell’ex ragazzo di Redmond.
Piuttosto un colpo di genio.
Per capirlo basta consultare il brevetto numero 6.754.472 del Patent and Trademark Office americano, disponibile su Internet. Dove si spiega, con tanto di disegni e grafici, come funzionerà (in un futuro ancora non definito) l’uomo-computer. Avrà un microfono sul polso destro, indossato come un orologio. Su quello sinistro terrà un display. All’orecchio porterà un auricolare per la riproduzione dei suoni.
Nei primi tempi. Poi potrà digitare (o scrivere con una penna ottica) direttamente sulla pelle. Dalla cintura spunteranno il computer palmare e il cercapersone o il telefonino. Sulle scarpe ci sarà invece l’alimentatore che darà corrente a tutti gli altri dispositivi.
L’auricolare riprodurrà i suoni del cellulare ma anche del lettore di mp3. Il piccolo monitor visualizzerà le immagini per conto di ogni apparecchio. E così via. Ma soprattutto sarà la pelle, sfruttando le sue proprietà di conduttore, a collegare le macchine incorporate, letteralmente, nel network umano. Niente fili. Niente onde radio e raggi infrarossi, che sono facilmente disturbabili e altrettanto intercettabili dai pirati informatici.
La Repubblica
E allora…
Siamo sicuri che la tecnologia stia facendo passi da giganti per migliorarci?
Siamo sicuri che le ricerche per migliorare il nostro futuro, siano sempre a nostro vantaggio?
Qual’è il senso di dover brevettare il corpo umano?
Può esserci una connessione tra la robotica umanoide e il brevetto del corpo umano?
Ad ognuno le proprie risposte!
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