Vyacheslav Volodin il presidente della camera bassa russa in parlamento, ha dichiarato la scorsa settimana che i marchi russi dovrebbero rilevare le sedi di McDonald’s.
“Hanno annunciato che stanno chiudendo. Bene, ok, chiudi. Ma domani in quei luoghi non dovremmo avere McDonald’s, ma Uncle Vanya’s”, ha detto. “I posti di lavoro devono essere preservati e i prezzi ridotti”.
I funzionari hanno anche affermato che la Russia può ignorare i brevetti di proprietà di entità di paesi che Mosca considera ostili, mentre la scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha approvato un piano per nazionalizzare le imprese di proprietà straniera che hanno lasciato il paese.
Ha affermato che la Russia deve “introdurre una gestione esterna” sulle società in partenza “e quindi trasferire queste imprese a coloro che vogliono lavorare”.
Le mosse aprono la strada allo Zio Vanja per riempire il vuoto di McDonald’s in Russia.
Esso include la fase di analisi, l’allineamento del contenuto agli obiettivi di business, ne influenza lo sviluppo, la produzione, la presentazione, la valutazione, la misurazione e l’archiviazione.
La Content Strategy spesso viene confusa con il Content Marketing che invece serve per impostare una strategia di comunicazione aziendale creando contenuti indirizzati ad un target di destinatari definiti e all’acquisizione di nuovi clienti “target”.
2) Sviluppo positivo della Customer Experience, dove per CX (abbreviazione di CustomerExperience) si intende l’esperienza complessiva del cliente durante tutto il percorso di relazione con l’azienda, dallo shopping al customer care per intenderci.
Un altro punto saliente, del Colosso Amazon, sono i parametri fisici che un prodotto deve rispettare.
Il colosso Amazon, in realtà, permette di vendere prodotti appartenenti a diverse categorie, pesi e dimensioni.
Il punto è che se, almeno, non si è pronti ad affrontare problemi di logistica o problemi legati a un prodotto di difficile gestione con tutte le conseguenze, meglio entrare in punta di piedi è iniziare a vendere prodotti leggeri (2kg max) e di piccole dimensioni (45*34*26 cm).
In questo caso, si dovrà solo fare particolarmente attenzione al corretto imballaggio per evitare danni durante la spedizione con resi e recensioni negative da parte del cliente.
Il mio consiglio è quello di vendere il prodotto smontato e di spendere di pìù per un imballaggio adeguato, se ne guadagna di immagine e a lungo andare in clientela.
Altro settore a rischio sul colosso è la vendita di prodotti alimentari.
In un periodo particolare e delicato come quello che stiamo vivendo, dove tutte le attività sono state chiuse (a parte quelle di prima necessità), diventa necessario avere un supporto web per non essere dimenticati dai propri clienti, per farsi forza, per incoraggiare ed essere incoraggiati.
Riescono a dare quella vicinanza tra cliente e venditore sempre utile in ogni momento, ma che in questo momento riesce a rendere tutti un po’ più forti e speranzosi.
Il mio consiglio è quello di non perdersi d’animo, di rimboccarsi le maniche e iniziare a creare la propria identità online ( per chi ancora gestisce solo un’attività offline) e di intensificarla per chi già è presente online.
intensificarla non significa solo vendere online (perché si sa che stiamo vivendo un periodo particolare) ma anche la sola presenza costante, per interagire in questo momento difficile, può essere utile per non andare nel dimenticatoio domani.
3) Creare delle Facebook Ads affini alla propria attività e al cliente a cui deve arrivare, magari incorporandolo in un messaggio positivo per quello che stiamo vivendo a causa del “coronavirus”.
Gli hashtag, hast (cancelletto) e tag (etichetta), sono utilizzati come strumenti per permettere agli utenti del web di trovare più facilmente un messaggio collegato ad un argomento e partecipare alla discussione ma anche per incoraggiare a partecipare alla discussione su un argomento come interessante.
La prima persona ad usare un #, in una conversazione, fu un avvocato di San Francisco, Chris Messina, nel 2007 postando una frase su twitter.
Qualche mese più tardi, però, il primo che ne fece uso fu Nate Ritter includendo #sandiegofire nei messaggi che parlavano degli incendi che stavano colpendo la conte di San Diego.
A livello internazionale diventò comune durante le proteste in Iran, riguardante le elezioni presidenziali del 2009.
#Web #Marketing ≠ #WebMarketing ( Equivalgono a tre # riconosciuti in modo diverso)
Nel primo esempio il social network riconosce solo #parola1 o #parola2 come hashtag, mentre nel secondo caso riconosce #parola1parola2.
Tuttavia, e sbagliando aggiungo, per fare moda si fa un uso spropositato del cancelletto, mettendo # ovunque, persino davanti agli articoli e congiuntivi.
Si possono creare hashtag composti da più parole (omettendo gli spazi e mettendo in maiuscolo la prima lettera di ogni parola per rendere l’hashtag più leggibile) ma è giusto ricordare che è meglio creare due o più hashtag diversi che crearne uno solo.
Questo perchè è difficile che si vada a cercare un hashtag composto da più parole, solitamente si cerca un # composto da una sola parola.
L’ hashtag dovrebbe essere messo alle parole chiave del nostro post e quindi agli argomenti chiave del nostro tweet e non ad ogni parola e ancor meno ad articoli e congiuntivi.
3) Non usare hashtag incoerenti con il tema trattato
Questo è il mio # personale, che riporta l’abbreviazione del mio sito web.
Se si pubblica un tweet o un post che riguardano un determinato sito web, si può inserire in ogni post il nome o l’abbreviazione del nome del sito web in questione.
E’ buona abitudine crearsi un hashtag personale, per farsi riconoscere e differenziarsi dalla massa.
Creando un post che parla di un evento oppure si vuol dire la propria opinione riguardo un evento, può essere interessante inserire l’hashtag dell’evento.
Di solito, negli eventi si sfruttano gli hashtag per raccogliere le opinioni dei visitatori o per raccogliere le domandeda porre durante una conferenza.
Può essere divertente inserire l’hashtag di un’ esclamazione o frase come #MaiUnaGioia per commentare una notizia, oppure per far capire la propria opinione in un post.
Oppure la si può inserire all’interno di un retweet per far capire ai nostri follower qual’è il nostro stato d’animo.
Con l’inizio di questo nuovo anno è bene mettere a fuoco i trend di marketing da tenere sotto controllo.
Partiamo dalla novità, che ormai tutti sappiamo…il 5G.
5G
Il 5G, (acronimo di 5th Generation) nonchè tecnologie di telefonia mobile di quinta generazione, non solo migliorerà le comunicazioni telefoniche ma aumenterà la velocità dei dispositivi dati.
Questa nuova tecnologia consentirà:
nuovi servizi;
nuove opportunità;
nuovi modi di comunicare.
La tecnologia 5G promette una velocitàdi caricamento e una connessione fino a 400 volte più veloce del 4G, una riduzione della latenza, ovvero il tempo impiegato da un dispositivo a rispondere al sistema, e la possibilità di collegaremolti più dispositivi alla rete.
Dunque cambierà radicalmente ciò che è in grado di fare il mobile, al punto da eliminare la necessità di connessioni a linea fissa.
Sarà possibile ottenere connessioni 80-100 Mbps tramite smartphone.
La maggiore velocità dovrebbe, inoltre, incoraggiare un maggior consumo di contenuti.
Lo streaming non darà più preoccupazioni, sarà come guardare un video già scaricato in memoria e i download avverranno in pochi secondi anziché in minuti.
Grazie al 5G sarà possibile inoltre, per i clienti, creare una rappresentazione grafica e virtuale e usarla per provare gli abiti virtualmente, dando un altro enorme impulso all’e-commerce. Si parla di Augmented Reality, di fondamentale importanza per il settore Fashion.
La tecnologia, 5G, consentirà di catturare molti più dati sulle persone, sulle loro attività e in particolare sulla loro posizione.
Ciò significherà un targeting migliore in termini di messaggi pubblicitari. Almeno in teoria.
Fare attenzione, però…
la dispodizione verso la questione privacy sta cambiando e il 5G potrebbe scatenare un contraccolpo qualora i consumatori avvertissero che i brand siano troppo invasivi.
I chatbot sono in circolazione da anni, anche se sono pochi i casi in cui la conversazione umano/chatbot sia stata davvero soddisfacente.
Tuttavia, un recente studio di Juniper Networks , afferma che i chatbot basati sull’intelligenza artificiale,aiuteranno i rivenditori a ridurre i costi di €396 miliardi all’anno e ad aumentare le vendite di €101 miliardi entro il 2023.
Le aziende, si stanno rendendo conto che, i chatbot, offrono un’enorme opportunità per ottimizzare,personalizzare, convertire e persino avviare in modo proattivo conversazioni con i clienti per aumentare le vendite.
Advertising Personalizzato e coinvolgente
Di fondamentale importanza sarà tenere d’occhio l’advertising, che sarà sempre più personalizzato e affine alle esigenze del pubblico finale.
Non è nuovo che il processo di profilazione avviene attraverso banner personalizzati.
I nostri comportamenti sono ormai tutti moniterati, ecco perché ci si aspetta che da quest’anno le pubblicità siano sempre più mirate e coinvolgenti al punto di far convertire l’utente giusto fino alla vendita.
Le aziende stanno adottando nuove tecnologie come VR / AR ma anche utilizzando contenuti interattivi.
Questo genere di pubblicità interattiva è perfetta per creare enormebuzz intorno al marchio,trascinando molte persone in un luogo solo.
L’idea di base è prendere un classico cartellone pubblicitario e trasformalo in un’esperienza unica e indimenticabile.
Con ciò si può offrire all’utente un’esperienza immediata e di valore autentico.
Tecnologia immersiva AR e VR
La realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) sono esplose in popolarità negli ultimi anni e stanno rapidamente diventando una delle principali tendenze di marketing.
Il fascino della realtà aumentata (AR) ha conquistato ormai anche il marketing e la pubblicità. Poter sovrapporre elementi virtuali alla realtà, come nel caso della celebre applicazione di Brian August che fa rivivere le torri gemelle, è un’occasione d’oro per dare visibilità ad un prodotto, tenuto conto che i potenziali clienti sono i proprietari di Smart Phone e tablet in crescita continua.
Combinando il mondo digitale a quello fisico, la realtà aumentata offre ai marchi una nuova opportunità di interagire con i propri consumatori aggiungendo una nuova gamma di soluzioni da integrare con la pubblicità e gli eventi, e crea azioni di ambient marketing basate sulla tecnologia.
La realtà virtuale permette di sperimentare prima di acquistare. Il classico esempio è quello delle “demo” legate a soluzioni di arredo ma si estende anche al settore fashion e food.
La tecnologia è finalizzata ad incrementare l’engagement da un lato, il proximity marketing dall’altro. L’effetto sorpresa e il coinvolgimento a 360° creano alte aspettative, siamo dunque lontani dal considerare la realtà virtuale un normale metodo di valutazione.
Customer Experience
L’esperienza del cliente non è stata storicamente il punto focale del marketing e da sempre è gestita in team separati. I nuovi trend di marketing per il 2020 però ci dicono che non sarà più così.
Con i consumatori che diventano più intelligenti e più esperti, non è più necessario inviare spam di massa ai mercati e sovraccaricarli di informazioni a cui gli utenti possono già accedere.